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Calamai: "Italia, si vede la mano di Spalletti. Fiorentina, Italiano è ancora convinto di andare via"
25 mar 2024 13:55Calcio
© foto di Federico De Luca

A TMW Radio, è arrivato il momento di Luca Calamai con la sua rubrica Penna e Calamai: "Ho visto Italia-Ecuador e ho visto tanto del calcio di Spalletti. Non è tanto identificabile il suo gioco, perché fa un po' di tutto a seconda di quello che indica la partita in quel momento. E' un concetto che un allenatore sviluppa quando lavora sei giorni su sette e ha tempo di entrare nei meccanismi, anche mentali, dei giocatori. Più che la vittoria, era fondamentale il gioco. In poco tempo con questo gruppo Spalletti ha trovato un'identità. La domanda è: dove possiamo migliorare? Qual è il valore aggiunto? Credo che il problema sia l'attacco. Scamacca non lo ha appassionato, almeno da quello che so io. Retegui penso che ci sarà nel gruppo, vuole un lavoro sporco anche delle punte Spalletti, ma non è il centravanti ideale. Sono rimasto deluso da Zaniolo, sorpreso da Chiesa in negativo. E Immobile vediamo quanta fame ha ancora addosso in questo finale di stagione. Lui nell'idea di calcio di Spalletti ci sta. In mezzo al campo abbiamo qualità, grinta, corsa, sui portieri siamo coperti e va abbastanza bene in difesa. Ma serve l'attaccante che finalizza. L'Italia costruirà, di sicuro, ma serve quello che la mette dentro. Altro tema è il caso Fiorentina. Ci sono state le prime redistribuzioni delle cariche, con tre persone a sostituire Barone e fa capire che lavoro faceva il compianto dirigente viola. Si parla di un Italiano che può rimanere, ma il tecnico pare ancora convinto di chiudere a giugno la sua avventura. C'è però ancora più voglia di chiudere vincendo qualcosa per Barone. Non sono certo sulla destinazione di Italiano: Napoli è un'opzione, ma gli allenatori sono preoccupati di andare a lavorare lì dove non c'è Giuntoli. E non esclude la pista estera. La partita è aperta, così come quella su chi sarà il suo successore. L'identikit è di un giovane, ambizioso, un Italiano-bis per intenderci. E poi la vicenda Acerbi. Se c'è la prova delle sue colpe, serve una pena esemplare e l'esclusione dalla Nazionale".

Daniele Petroselli