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Vulpis: "Il 2022 sarà un grande anno per la Lega Pro. Si può solo crescere"
16 dic 2021 18:33Calcio
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Il giornalista economico e vice presidente della Lega Pro Marcel Vulpis è intervenuto a Stadio Aperto trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, per parlare della terza serie italiana: "Il 2022 sarà un grande anno per la Lega Pro. Mi sento che siamo sulla strada giusta perché ci sono diverse realtà aziendali che ci valutano un campionato interessantissimo ed è confermato dagli accordi con Sky, Amazon, Mister C e dalla stessa Rai, oltre a Eleven Sports. Il fatto che ci sia un grandissimo interesse su questo campionato credo che sia la conferma che la Lega Pro ha la sua validità, la sua conferma e possiamo solamente crescere. Sono entrati anche quest'anno due sponsor di cui uno è un colosso russo nel settore dello scouting, che ci aiuterà ad elaborare una serie di dati. Entro la fine del 2022 saremo pronti a creare un dipartimento di aziende hi-tech, vogliamo diventare un laboratorio tecnologico per aziende che vogliono testare sensori, piuttosto che lanciare nuove app".

L'obiettivo è comunque non vedere più società con gravi problemi economici già a Natale.
"Non ci dimentichiamo che oggi avere 60 club iscritti non è facile. Ho trovato diversi presidenti che hanno fatto dei grandi sacrifici personali. Un errore che facciamo è dimenticarsi il contesto in cui viviamo determinate esperienze, siamo al secondo anno di emergenza sanitaria ed è chiaro che due anni sotto stress, per i bilanci dei club non potevano farci pensare che le società stavano meglio di prima. E' chiaro che qualsiasi presidente si sarebbe trovato, al termine di questi due anni, con delle difficoltà non banali. Stadio chiuso significa sponsorizzazioni non dello stesso peso economico di prima e rinunciare alla biglietteria. Per un club di Serie A vale il 10-12%, come si fa ad andare in utile? Oggi però probabilmente questa emergenza sanitaria ha riportato la centralità sul tifoso. Finita l'emergenza ogni Lega deve cercare di riportare il tifoso allo stadio. Negli anni '80 la biglietteria era la voce principale dei club".

Vi preoccupano i rinvii avvenuti in questo ultimo periodo?
"Non è un aspetto da sottovalutare. Il SudTirol è stato uno dei club più attenti, anche nel monitoraggio e nella prevenzione del Covid. Bisogna fare maggiore attenzione. Noi abbiamo un coordinatore medico scientifico, persona molto attenta, esperto del settore che ci aiuta a prevenire casi come questi".

Quanto è grave la carenza di tifo in Italia?
"E' sempre stato grave, non l'ho scoperto in Lega Pro. Molti stadi sono stati progettati non con quella che poteva essere la visione futura. Penso a Etihad, Stamford Bridge, l'Emirates... ti aiuta molto il marketing, ma c'è anche il tema degli investitori. E' il primo campionato, non solo per la qualità del calcio giocato, ma anche per questo aspetto. Abbiamo aspettato il grande evento per fare degli stadi, ma ora se si devono fare si fanno per dare una casa confortevole al bacino di riferimento. L'Europeo e il Mondiale sono degli acceleratori, però quando partì il primo progetto importante della Juventus fui uno dei pochi a dubitare che tutta la A l'avrebbe seguita. Se andiamo a vedere chi c'è dietro a questi stadi, ci sono sempre delle grandi famiglie e dei grandi investitori".

Il caso Salernitana è un'altra figuraccia del nostro sistema?
"Ho estrema fiducia nell'operato di Gravina. E' il dirigente a livello di politica sportiva più illuminato che abbiamo. Ieri al tavolo sul tema del betting il suo, mi hanno raccontato, sia stato l'intervento più illuminante. Non credo voglia l'esclusione della Salernitana dalla A, è una castroneria, si troverà una soluzione confacente alle parti. Non vedo questa esclusione sinceramente".

Le plusvalenze non sono un meccanismo a cui si è fatto troppo ricorso per sistemare i bilanci?
"Se la plusvalenza nasce dalla crescita e valorizzazione di un calciatore costruito in casa e poi venduto, la plusvalenza non è un illecito. Se viene utilizzata come elemento per sistemare i bilanci è un altro film, ma prima aspetterei quantomeno la chiusura delle indagini. Agnelli dice comunque di essere tranquillissimo".

Quanto grande è il margine di investimento che si può avere sul mondo degli ESports?
"Nelle prossime settimane, subito dopo il 6, annunceremo il partner industriale con cui stiamo per firmare per far nascere il primo campionato ESerieC. Credo che i club iscritto saranno non meno di 20. Il mercato dei giovani è negli sport elettronici... se li portiamo all'interno di case confortevoli come gli stadi e al termine della partita il papà gli porta la maglietta di quel club, piano piano il bambino si fidelizzerà a quel club".

Quanto è importante il valore formativo della Lega Pro per alcuni calciatori?
"Io credo che nel rapporto con le Leghe, ovvero Lega A e Lega B, questo valore formativo debba essere ancora di più accresciuto e potenziato. Il valore formativo per determinate giovani leve deve essere riconosciuto tecnicamente e, sempre di più, economicamente. Spesso i giovani che non possono giocare in A vanno in C e allora perché non riconoscere questo valore? Mi piacerebbe che in futuro ci fosse un calcio sempre più unito. In un mondo ideale mi piacerebbe che i tre presidenti si incontrassero il lunedì mattina per prendere il caffè. Più siamo uniti, più facciamo sistema, più si cresce. Bando alla conflittualità, puntiamo a fare sistema. Lo diciamo a parole, ma servono i contenuti. Non siamo dei pianeti che ogni tanto si incontrano per caso, ma facciamo parte dello stesso sistema. Dobbiamo muoverci nella stessa direzione".

Cosa pensa delle seconde squadre?
"Mi allineo a quello che ha sempre detto Ghirelli ovvero che sono un'opportunità. Potrebbe essere di più, ma ci deve essere a monte una progettualità. La Juventus mi ha chiesto di conoscere meglio il mondo della Lega Pro, le opportunità ce ne sono perché questa è una Lega che, con questa nuova governance, si dice le cose in faccia. Qualora ci fosse un problema ce lo diremo".

Quando legge che la Premier ha un contributo importante per la League One e la League Two cosa pensa?
"Che è giusto. Viene riconosciuto un valore alle leghe sotto la Premier, ovvero il valore formativo e credo che sia arrivato il momento di fare questo caffè dei presidenti e aggiungerei pure una tisana (ride, ndr)".

TMW Radio Regia
Marcel Vulpis ai microfoni di Francesco Benvenuti, Niccolò Ceccarini e Ivan Cardia © registrazione di TMW Radio