Sconcerti: "Trattare Berardi e non prenderlo sarebbe una grossa sconfitta per la Fiorentina"

23 nov 2021 19:53Calcio

Nel suo consueto intervento del martedì a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, Mario Sconcerti si è soffermato sull'attualità calcistica, a partire dall'Atalanta: "L'Atalanta è abbastanza avanti nella qualificazione, seppur il Villarreal sia una squadra strana, ben organizzata".

Con questo percorso europeo l'Atalanta potrebbe coltivare il sogno scudetto?

"Mi sembra lontana la soluzione campionato perché ha tre squadre davanti, con diversi punti di vantaggio. L'Atalanta è però una squadra pronta per qualunque tipo di risultato. Le altre dovrebbero farsi male a vicenda, ma non è un campionato così ondivago. Il Milan ha un punto in più dell'anno scorso, il Napoli ne ha otto in più. L'Inter ha cambiato allenatore, era normale che Inzaghi ci mettesse qualche giornata per dare il proprio imprinting all'Inter".

La Juventus sta avendo buoni risultati con le grandi, cosa dobbiamo aspettarci dalla sfida contro il Chelsea?

"La crescita è avvenuta con una scelta corretta a centrocampo: non avendo l'uomo per la costruzione del gioco, Allegri ha messo tre giocatori con caratteristiche diverse e ha tolto i mediani. McKennie è un incursore, Rabiot è un giocatore d'esperienza che a me piace molto. Le caratteristiche diverse di questi due aiutano Locatelli a completarsi. Locatelli non è un centromediano davanti alla difesa, né una mezzala che costruisca benissimo il gioco, avrebbe bisogno accanto di un regista. Gli altri due gli tolgono il lavoro di corsa e fantasia e la Juve è molto migliorata, è una squadra più da torneo che da campionato".

Ultima spiaggia domani per il Milan

"Aritmeticamente c'è ancora speranza, ma gli avversari restano. Può vincere a Madrid perché l'Atletico non è una squadra straordinaria. Il Milan può battere chiunque, ma non sul lungo periodo in Europa. Non vedo come possa fare punti contro il Liverpool. Non giocherei niente sul Milan".

L'Inter per la prima volta in Europa ha il destino nelle proprie mani

"Negli anni scorsi, da rientrante in Champions, ha avuto gironi molto più difficili di questo, che è un girone modesto. Non è più il Real Madrid di qualche anno fa, lo Shakhtar non ha segnato un solo gol in quattro partite. Lo Sheriff ora porterà punti agli altri essendo sulla via dell'eliminazione, ufficialmente ridimensionato. Non è un grandissimo merito aver battuto lo Sheriff. La squadra è indubbiamente cresciuta nell'ultimo mese, ma deve ancora dimostrare a livello europeo".

Quanto spenderebbe per portare Berardi alla Fiorentina?

"Trenta milioni è il prezzo giusto per Berardi. Quando una grande società vuole un giocatore, lo prende. Trattare Berardi e non prenderlo è una grossa sconfitta, ti dà la dimensione di una squadra che pensa in grande ma non dà seguito ai pensieri. Berardi sarebbe un investimento tecnico, un salto di qualità. Sarebbe la conferma di un progetto ricco, un segnale importante. Non si può star dietro ai due, tre milioni in più, altrimenti non vai a cercare Berardi".

Contro l'Empoli sarà una sfida pericolosa?

"Dipende da come la affronta. Spero vadano molti fiorentini perché il pubblico è stato uno spettacolo sabato contro il Milan. L'Empoli gioca bene nonostante non abbia grandi giocatori. Abbiamo vinto sette partite e ne abbiamo perse sei. Non siamo più forti di nessuno in partenza".

Quanto dovrà esser bravo Spalletti a gestire l'assenza di Osimhen?

"Si è capito poco che il Napoli fosse meno brillante da oltre un mese. Il Napoli ha fatto diciotto reti nelle prime sette partite e nelle cinque successive ha fatto quattro reri su azione. La media gol si è abbassata a 0,80 a partita. Fabian non riesce a fare l'ultimo salto di qualità, e si è normalizzato anche Anguissa, che ha sofferto molto con Calhanoglu. Avevano sofferto con Bologna e Torino in casa, a Salerno. C'era una minor brillantezza. Osimhen è un giocatore fondamentale, eccezionale, contro l'Inter era andato dieci centimetri sopra Skriniar. Anche nel gioco classico del centravanti, nel colpo di testa in area, Osimhen c'è. Il Napoli dovrebbe ritrovare il Mertens dei bei tempi. L'unico modo per sopperire è un ritorno in forma di Lozano e Insigne. Se loro crescono, il Napoli può limitare i danni della mancanza di Osimhen".


Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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