Sconcerti: "Atalanta, Gasperini come Sacchi. Juve, ecco quando sono nati i problemi per Agnelli"

01 Dec 2021 16:30Calcio

A commentare i temi di giornata a TMW Radio, durante Maracanà, è stato il direttore Mario Sconcerti.

France Football non esclude di dare il Pallone d'Oro 2020 a Lewandowski:
"E' una presa d'atto, perché le proteste sono state molte e legittime. Era chiaro che bisognava colmare questo vuoto, non solo per il polacco ma anche per il 2020. Un po' come successe con Einstein col Nobel nel 1920".

Atalanta che continua a correre:
"Che riesca a vincere tranquillamente anche in casa ci sta. Per essere pericolosa deve muovere tanti giocatori. Così sei condannato a un piccolo squilibrio in campo. Questo a volte causa dei problemi ed è la ragione per cui l'Atalanta ha perso quei 10-12 punti dalla prima. Mi piacerebbe che l'Atalanta vincesse, considero Gasperini il più grande innovatore dopo Sacchi".

C'è in questo campionato un allenatore subito dietro a Gasperini?
"Dal punto di vista dell'innovazione ci sono dei giovani che fanno giocare bene le proprie squadre ma su canovacci già usati da altri, vedi Italiano, Zanetti, Dionisi. E' incredibile come il Sassuolo trovi a prezzi accessibili giovani italiani di qualità. Italiano ha bisogno di tante ali come ricambi, visto il suo gioco dispendioso".

Guardando agli impegni, quella di oggi può essere la giornata dell'Inter. Quale ha più insidie tra Napoli, Milan e Roma?
"Le prime hanno tutte partite facili. Nessuna avversaria delle prime dipende da se stessa, la partita dipende da Napoli, Inter e Milan".

Stasera Genoa-Milan. Chi preferisce tra Shevchenko e Ibrahimovic?
"Non c'è paragone. Ibra è ai livelli di Messi e Ronaldo. Sheva è stato un grande giocatore, che ha praticamente giocato solo in un club. Ibra è molto più universale".

Lazio, la rosa va stravolta per Sarri?
"Credo che la Lazio debba provare a ricostruire la squadra, con prudenza, senza mandare via tutti. Ha il valore di Milinkovic-Savic come grande cassa, ha 2-3 giocatori che se mette sul mercato può fare grandi soldi. Ci sarà da divertirsi, perché è una società ricca con potenzialità alte e ha grande competenza, visto che Tare è uno dei migliori. Sarri comunque ha i punti di Inzaghi lo scorso anno, ed era già una squadra vecchia da rifondare".

I voti alla presidenza Agnelli negli ultimi anni?
"Mi ricordo che stavano per prendere Conte e mi contattò Agnelli, ci vedemmo a Roma. Rimanemmo a lungo a parlare, così come quando Conte andò via. L'ho sempre ammirato come persona diversa in un calcio nuovo. Siamo abituati a presidente che sono fuori dalla società, lui invece è un vero impiegato del club. Ha cercato di fare la Juve una piccola Fiat e lì sono nati i problemi. Tutte le cose della Juve trasudano efficienza e lusso. Quando hanno pensato di fare l'ultimo scalino, con giustificata arroganza, si sono ritrovati nel problema Ronaldo, che non potevano permettersi. Agnelli ha innovato molto la figura del dirigente di calcio. Sono convinto che si sentissero a un passo dal miliardo di fatturato. E Ronaldo era quello che doveva far fare l'ultimo scalino".

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