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Sauro Fattori: "La Fiorentina un sogno, ma che ricordi con Verona e Atalanta"
15 mag 2026 18:45Calcio
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© foto di Federico De Luca

Quella di Sauro Fattori è una storia diversa dalle solite, quella di un calcio d'altri tempi, più puro, meno social. A Storie di Calcio, su TMW Radio, nella puntata curata da Francesco Tringali, l'ex calciatore e allenatore ha raccontato il sogno di essere calciatore diventare realtà, per di più con la squadra del cuore, la Fiorentina, per poi prendere una piega diversa, diventando un "girovago".

Ha cominciato a tirare i primi calci al pallone Classe '61, muove i primi passi nel N.A.G.C della U.S. Sales, dove ha giocato i campionati Esordienti e Giovanissimi della FIGC, poi il passaggio alla Cattolica Virtus, dove viene notato e preso dalla Fiorentina. Ha esordito in Serie A con la maglia viola il 19 ottobre 1980, in Fiorentina-Inter (0-0), portando poi a casa in quella stagione 21 partite e 3 reti, fra cui una doppietta nella trasferta di Catanzaro. Poi una carriera tra Serie B e C, con passaggi in Serie A anche con Avellino e Atalanta, mentre in Serie B ha giocato con le maglie di Verona, Palermo, Sambenedettese. Chiude la carriera con la Colligiana nel 1993, prima di intraprendere la carriera da allenatore, che lo porterà poi anche alla squadra femminile della Fiorentina.

"Ho vinto lo Scudetto con la Primavera, vinto la Coppa Italia, ho vissuto una carriera con vittorie importanti, che sono rimaste - ha raccontato Fattori -. Sono stato fin dai 17 anni nel giro della Prima Squadra della Fiorentina, con rose decisamente inferiori a quelle attuale. Voleva dire avere dei valori. Le soddisfazioni me le sono guadagnate. A livello giovanile ho vinto tutto, segnato tanto, poi il calcio è diventato il mio lavoro. All'inizio io facevo judo, ero anche abbastanza bravo, mio padre voleva che facessi questo sport. Mia madre invece voleva che giocassi a calcio, così alternavo entrambi gli sport. Studiavo, ma con sacrifici mi allenavo in entrambe le discipline. Poi venne una volta mio padre a un torneo a vedermi giocare e capì che avedo delle qualità. Poi a un punto dovevo decidere e alla fine scelsi il calcio. Cominciai alla U.S. Sales e poi Cattolica Virtus (dove c'era anche Paolo Rossi), dove mi comprò la Fiorentina, che mi pagò anche tanti soldi. Poi ho fatto la trafila, per arrivare in Prima Squadra".

E sul periodo Viola ha aggiunto: "Mi ispiravo proprio a Paolo Rossi, brevilineo, veloce, come me. Lui era ovviamente più forte, soprattutto in certe cose. Entrare nella Fiorentina? La prima volta che andrai in ritiro, ero con Sella ed ero un ragazzino. Arrivai tardi e dovetti pagare una multa che era importante per me, perché erano i soldi che mi diedero i miei per 20 giorni. Sbagliammo strada ma alla fine dovetti pagare. Fu veramente un bell'impatto, avevo un bel rapporto con tutti, con Antognoni, con Orlandini, e il tecnico Carioso stravedeva per me. Devo molto a lui. C'era una bella Fiorentina all'epoca. Giocare in Serie A era la normalità, mi sentivo di giocare lì. Eravamo una squadra giovane comunque. Sono stato accolto bene da tutti davvero, con tutte gente che ha fatto carriera".

Poi il Verona di Bagnoli: "Ho trovato attaccanti importanti lì, io mi sono dovuto giocare il posto e sono riuscito comunque a crearmi la mia posizione e vincere un campionato, che fu la rinascita della squadra, che poi arrivò a vincere lo Scudetto. Che vinse poi contro l'Atalanta in cui giocavo io. Verona ce l'ho ancora nel cuore. Ho ritrovato lì Di Gennaro, che era con me a Firenze, poi tutti giocatori che volevano vincere. E poi Bagnoli, un vero comandante, molto severo, ma che era un maestro di calcio. Se eravamo in difficoltà, lui non si copriva ma metteva tre punte, ed era una novità per l'epoca. Aveva una mentalità d'attacco". Mentre sull'esperienza all'Atalanta ha ricordato: "Era una squadra fortissima. Io arrivai al mercato di novembre, e la squadra non era in una buona posizione. Mi inserisco, ma la squadra aveva qualità, c'era anche Donadoni, da lì partimmo e poi fu una vera e propria escalation. E abbiamo vinto la Serie B. Fu un'annata fantastica. Arrivarono giocatori importanti come Stromberg, che mi tolse il posto. Le sue qualità già si vedevano".

Daniele Petroselli
Storie di Calcio - Francesco Tringali racconta la storia di calcio di Sauto Fattori © registrazione di TMW Radio