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Piccari: “L’Italia deve vincere, ma non c’è un leader tecnico. Unica perplessità sugli interpreti in difesa”
26 mar 2026 11:38Calcio
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Il direttore Marco Piccari è intervenuto ai microfoni di Tmw Radio.

Che cosa ti aspetti dalla paritita di stasera contro l'Irlanda del Nord?
"Innanzitutto questa formazione deve battere l'Irlanda del Nord. La mia unica perplessità è legata agli interpreti in difesa. Calafiori, Bastoni sono soprattutto giocatori di spinta e anche Mancini, per quanto arcigno in marcatura, tende a spingersi in avanti. Bisognerà fare attenzione e penso che Gattuso debba mandare in campo solo chi è al cento per cento della condizione. Il tecnico ha portato questo spirito indomito, per quanto sia preparato anche tatticamente. Detto ciò non avrei mai pensato di vederlo come ct e ora si trova a far fronte ad una povertà di giocatori da mandare in campo. Un tempo molti gli interpreti attuali non sarebbero stati neanche in panchina in Nazionale. Chiudo dicendo che comunque sono ottimista, anche se l'Irlanda del Nord è una squadra di livello basso, ma che quando c'è da fare battaglia sa dare fastidio".

C'è un leader tecnico in questa Nazionale?
"Non c'è un leader tecnico, è inutile girarci attorno. Nelle generazioni passate eravamo pieni di leader tecnici, mentre ora non è più così. Il lavoro che va portato avanti dev'essere un lavoro di gruppo, perché non abbiamo un giocatore che possa vincere la partita da solo. Inoltre prima c'era il famoso blocco Juventus per dire, ma ora non è più immaginabile, dato che queste squadre hanno molti più stranieri che italiani; in particolare per quanto riguarda gli attaccanti sta venendo fuori Pio Esposito, certo, ma tolto lui non ci sono altre alternative. Kean ha fatto una grande stagione, ma quest'anno è calato, così come Scamacca, che è spesso acciaccato e non è mai riuscito ad esplodere".

Come si potrebbe tornare a far crescere i nostri giocatori?
"Gravina ha detto che bisognerebbe riscoprire la tecnica ed effettivamente ha ragione. Io del resto non credo che non esistano talenti in Italia. Ne vediamo in paesi più piccoli, quindi è impossibile che non ci siano in un paese come il nostro. Bisogna scoprirli sui campi, visionarli e lanciarli. Inoltre gli allenatori delle giovanili dovrebbero pensare esclusivamente alla crescita dei ragazzi e non alle vittorie dei campionati di categoria".
 

Redazione TMW Radio