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Pareggio nel segno dei bomber, Lautaro risponde a Vlahovic: il derby d’Italia termina 1-1
26 nov 2023 22:53Calcio

di Alessandro Falzano

© foto di www.imagephotoagency.it

Juventus-Inter 1-1
27’ Vlahovic, 33’ L.Martinez

 

Termina senza né vincitori né vinti lo scontro al vertice tra Juventus e Inter che non si fanno male e mantengono invariata la distanza in classifica. Accade tutto in sei minuti: prima Vlahovic su suggerimento di Chiesa e poi Lautaro, perfettamente imbeccato da Thuram. 1-1 che probabilmente accontenta entrambe ed irrobustisce le certezze di quelle che sembrano essere ormai in via definitiva le due principali pretendenti al titolo.

PAGELLE: 

Chiesa 6,5 – Schierato saggiamente sulla fascia, prima sinistra e poi destra, da Allegri sulla falsariga di quanto visto in Nazionale è una costante minaccia per la difesa interista. Sfida e vince tanti duelli individuali sia con Dumfries che con Dimarco, bravo anche nell’accentrarsi nelle fasi di ripiegamento ed ostruire le vie di percorribilità del primo possesso avversario. Sfiora il gol, fornisce un assist. Cosa volere di più?  – ISPIRATO   

Vlahovic 6,5 – La rete del momentaneo 1-0 nasce e termina sul suo destro, il piede debole che gli permette di interrompere l’astinenza da gol dopo due mesi. Prezioso nel solito lavoro di raccordo tra i reparti, generoso nell’aggredire i primi portatori nerazzurri e caparbio nell’ingaggiare una vera e propria guerra aerea con De Vrij e Acerbi. La sua esultanza è l’emblema del periodo difficile da cui spera di essere definitivamente uscito -  POLEMICO

Kostic 5,5 – Ostruito da Chiesa in fase offensiva non riesce praticamente mai ad arrivare alla conclusione o al cross. Si mette in luce con molta più costanza attraverso raddoppi di marcatura e diagonali difensive atte a limitare la potenza di fuoco interista. Il match winner dell’ultimo derby d’Italia non incide e Inzaghi ringrazia – ARRETRATO

Nicolussi Caviglia 6 – Inserito nell’undici titolare riesce a non far rimpiangere il claudicante Locatelli al netto di un avvio di gara piuttosto timido. Con il passare dei minuti prende coraggio ed inizia a giocare a testa alta, da buon playmaker che si rispetti. Intelligente sia nel posizionarsi tra i centrali ad inizio manovra che nello smarcarsi negli interspazi fornendo linee verticali utili per uscire dalla morsa avversaria. Con un pizzico di personalità in più potrebbe arrivare concretamente a fare la differenza- PALLEGGIATORE

Rabiot 5,5 – Meno incisivo rispetto a quanto ci si potesse aspettare considerato il suo status. Di inserimenti, suo tratto peculiare che lo aveva portato a segnare anche nell’ultimo Juve-Inter dello Stadium, se ne vedono pochissimi così come i cambi di passo, che avrebbero certamente permesso ai bianconeri di imprimere un altro ritmo al match, specie nella ripresa  - NELL’OMBRA

L-Martinez 6,5 – 27 gol nel 2023. 13 marcature nelle prime 13 gare di campionato. Solo Icardi come lui negli ultimi vent’anni. Il capitano dell’Inter si carica ancora una volta la squadra sulle spalle trovando il suo primo acuto in carriera all’Allianz Stadium. Nella ripresa fatica a trovare spazi, ma tiene comunque alta l’asticella del morale e dell’attenzione di tutti i suoi compagni – CATALIZZATORE

Thuram 6 – Nell’assist che rifinisce una straordinaria manovra corale sono racchiuse molte delle sue caratteristiche: sprint, visione di gioco, intelligenza tattica e piedi praticamente da trequartista. Il sesto passaggio vincente del suo campionato vale un punto prezioso per la sua Inter, e poco importa se i palloni toccati nel secondo tempo si contano sulle dita di una mano – COSTANTE

Calhanoglu 6 – Molto lavoro oscuro, poche possibilità di sfoderare il suo temibile destro. Spesso schermato a uomo da Nicolussi Caviglia, Rabiot e Locatelli in base alle necessità di campo, si “limita” ad orchestrare la manovra nel modo più armonioso possibile. Le ragioni del suo raro accesso nei pressi della trequarti avversaria vanno ricercate più nei meriti della Juve che nei demeriti dei ragazzi di Inzaghi – METRONOMO

Barella 5,5 – Tanta intensità, encomiabile volontà, ma scarsa lucidità in qualche momento potenzialmente chiave. Dalla metà della ripresa si lascia coinvolgere eccessivamente dalla scia emotiva che un match di tale importanza suscita e sbatte a ripetizione sulle ultime due linee dei padroni di casa. Anche per lui, così come per Calhanoglu, pochissime chances di arrivare al tiro o di risultare determinante nei pressi della porta difesa da Szczesny – COINVOLTO

Dimarco 5 – Abbiamo tutti ancora negli occhi la meraviglia disegnata contro il Frosinone prima della sosta, ma questo non basta per evitare un’insufficienza. Nel duello con Cambiaso era lecito aspettarsi qualcosa in più sotto l’aspetto della produzione offensiva: non ha mai fornito i rifornimenti di cui le punte avevano bisogno. Anche senza palla non brilla - AVULSO

TMWRADIO Redazione