Filippini: "La panchina corta della Lazio sarà tasto dolente anche per Sarri"

13 ott 2021 20:00Calcio

L'ex calciatore, ora allenatore, Antonio Filippini è intervenuto a Stadio Aperto, trasmissione pomeridiana di TMW Radio, parlando di vari temi, a cominciare dalla sua ultima esperienza alla Pro Sesto: "Quando hanno esonerato DI Francesco e Semplici mi sembrava ingiusto perché il lavoro di un allenatore va valutato sulle dieci, dodici giornate. Invece non gli hanno dato tempo come non hanno dato tempo a me. Probabilmente non eravamo gli allenatori giusti già ad inizio stagione".

In Italia si continua a parlare di programmazione

"In Italia non bisogna parlare di programmazione, soprattutto in Serie C dove non c'è disponibilità economica, per cui si va avanti di giornata in giornata parlando di calcio".

Di Francesco viene da quattro esoneri: cosa scatta nella riflessione di un allenatore dopo tante delusioni?

"Riflette sulla scelta fatta, perché magari non era la società giusta per un tipo di lavoro. Ma si fa anche l'analisi sul lavoro fatto, se vada bene o se vada cambiato. I risultati in questi esoneri non vengono nemmeno presi in considerazione, perché non ha mai senso esonerare un allenatore dopo due, tre giornate".

Che Serie C ha ritrovato tra lo scorso campionato e quello appena iniziato?

"Il sistema va cambiato perché tante società cercano di arrabattare. Devono arrivare più risorse economiche a sostegno di questa categoria che fa crescere tanti giovani come Lucca".

Lucca ha già troppe pressioni addosso?

"Deve allenarsi sempre bene, dimostrare in campo e migliorarsi giorno dopo giorno. Sono importanti le persone che gli stanno accanto, che devono farlo rimanere umile, perché oggi nel calcio le cose possono cambiare molto velocemente".

Nel girone A della Serie C Padova e Südtirol sono le favorite per il primo posto?

"Sono le due squadre che, anche come organico, possono fare la differenza in un campionato così lungo. Ci sono outsider come Pro Vercelli, Renate, Feralpisalò, ma quelle due potranno ambire al salto di categoria".

Erano pronosticabili le montagne russe della Lazio?

"Cambia tanto perché giocare con un modulo diverso cambia gli spazi in campo. Serve tempo per capire gli automatismi della tattica di Sarri, quindi gli alti e bassi sono normali".

La Lazio ha la rosa corta?

"Negli anni, rispetto ad altre società, ha sempre avuto la panchina come tasto dolente, e lo sarà anche per Sarri quest'anno".

Quale aspetto ha fatto più la differenza in questo scintillante inizio di stagione del Napoli?

"Il grande entusiasmo attorno alla squadra e la coda del campionato scorso. L'avvento di Spalletti con idee diverse ha fatto sì che il Napoli riprendesse con grande entusiasmo e risultati".

Con un ritocco sulla fascia sinistra sarebbe la squadra perfetta?

"È una squadra molto competitiva, se dovesse riuscire a mettere a posto il terzino sinistro, potrebbe fare la differenza. Serve però sistemare la situazione Insigne, che potrebbe creare problematiche in avanti".

Come vede il Livorno in Eccellenza?

"Dispiace tanto perché merita altre piazze per la sua storia. La curva è sempre piena, il tifo è da Serie A. Stanno facendo bene e spero che tornino tra i professionisti entro due anni".

Cosa pensa del Brescia?

"Ha fatto una signor squadra quest'anno, con un Inzaghi esperto di promozioni dalla Serie B, che è un campionato duro con sorprese in positivo e negativo. La squadra è forte in ogni reparto, devono trovare solo l'equilibrio di squadra dal momento che subiscono tanti gol".

Quale potrebbe essere l'outsider nella serie cadetta?

"Il Pisa perché nessuno la dava tra le favorite. Sta facendo un ottimo calcio con un allenatore esperto, con l'entusiasmo di Lucca e un mix importante tra giovani e vecchi".

Quale potrebbe essere il futuro prossimo di Pirlo?

"Sotto l'aspetto dei risultati, Pirlo ha centrato la Champions e vinto Coppa Italia e Supercoppa, ha fatto bene. Dovrebbe trovare una squadra di buona caratura perché in campo ha fatto veder buone cose".

Cosa si augura per la sua prossima esperienza in panchina?

"Di trovare una situazione dove mi facciano lavorare non solo a parole, ma anche con i fatti, una società che mi dia più tempo".


Antonio Filippini, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini © registrazione di TMW Radio

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