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Nel corso di Stadio Aperto, l’ex calciatore ed attuale opinionista Antonio Di Gennaro, ha commentato la disfatta della Nazionale italiana, eliminata nei playoff mondiali dalla Macedonia del Nord. Ecco le sue parole: “Sono trent’anni che sento dire che bisogna riniziare a programmare il nostro calcio dai settori giovanili. Non so però se succederà mai. Non dobbiamo però dimenticarci che Mancini ha fatto un gran lavoro di cui l’Europeo è stata l’apoteosi. L’abbiamo vinto con un po’ di fortuna certo, ma abbiamo dimostrato di essere una grande squadra. Il problema è arrivato dopo: già contro la Bulgaria c’era stato un campanello d’allarme”.
Troppo debito di riconoscenza verso i calciatori dell’Europeo?
“Forse un po’ sì. Dobbiamo anche analizzare gli episodi che ci sono andati male con la Svizzera ed anche ieri. Non voglio mortificare Berardi ma un gol così non si può sbagliare, a questi livelli paghi, anche in un modo crudele. Sul tiro magari anche Donnarumma poteva fare qualcosa di più. Noi abbiamo perso da una squadra che non riusciva a fare due passaggi, tecnicamente scarsa”.
Come tutelare i giovani italiani?
“I giovani non giocheranno mai in squadre forti. Scamacca che può andare all’Inter, secondo voi giocherà? Se gioca e fa due partite mediocri lo massacrano. Se Scamacca, dico lui che è uno dei più forti in prospettiva, andrà all’Inter, non so se potrà imporsi lì. I nostri giovani non sono valorizzati anche dal contesto del nostro calcio. Oggi si cercano solo calciatori fisici. L’Europeo ha mascherato questi problemi, non c’è niente di nuovo. Otto mesi fa c’erano i soliti problemi di adesso”.
Ci sono anche alcuni problemi a livello di Federazione.
“Senza dubbio, si è visto anche con la richiesta non considerata di rimandare la scorsa giornata di campionato per preparare meglio questa partita. I problemi, ripeto, derivano dalla nostra mentalità”.
In questo momento in Serie A, uno dei pochi che sta puntando sui giovani è Mourinho.
“Certo ma basta vedere il reparto attaccanti delle prime squadre, di italiano c’è solo Immobile. Ai miei tempi c’erano due stranieri per squadra e quelli erano evidentemente dei fenomeni. Se guardo all’estero vedo realtà virtuose come quella della Spagna e del Barcellona: dovremo prendere spunto da loro, che lavorano sui giovani e sulla tecnica di base. Quando nel 2018 Mancini diventò CT qui criticavamo Verratti, che è da anni uno dei migliori centrocampisti del mondo. Non lo dico io ma lo dice Ibrahimovic e lo dice chi ha giocato con lui”.
