Notizie
Il direttore Paolo De Paola è intervenuto ai microfoni di Tmw Radio nel settimanale appuntamento con l'Editoriale.
Che Italia hai visto contro l'Irlanda del Nord?
"Non mi ha convinto per niente, al massimo un po' nel secondo tempo. A livello di singoli mi è piaciuto molto di più Esposito di Retegui, così come Palestra e, che sono entrati bene nella ripresa. Noi abbiamo bisogno di più giocatori che saltino l'uomo, cosa che invece manca un po'. Forse con un 4-4-2 saremmo più tranquilli e potremmo permettere a giocatori offensivi di avere qualche copertura in più".
Gattuso cosa può dare in questo momento?
"Per me è l'uomo giusto al posto giusto. Quando i giocatori saranno spaventati dal peso della responsabilità dovranno vedere un tecnico che sia la fotografia della grinta, anche se le doti poi dovranno cacciarle fuori proprio i calciatori in campo. Detto ciò ringraziamo Gravina, che mentre si crogiola per il futuro terzo mandato, la Nazionale è costretta a giocarsi un Mondiale in uno stadio da ottomila posti per evitare la terza esclusione consecutiva. Non credo però che in caso di fallimento potrebbe cambiare qualcosa. Non c'è una politica sugli stadi, né sui vivai e non c'è stata alcuna riforma dei campionati. Il Presidente della Federazione dovrebbe prendersi delle responsabilità, insieme al ministro dello sport Abodi".
Che idea ti sei fatto sul caso Dimarco?
"Sono assolutamente contrario alle censure e al fatto che siamo noi a non dover riprendere delle immagini. Casomai è il giocatore di turno a dover stare attento ad ogni circostanza. Le telecamere e i giornalisti devono informare, anche perché non è che si stesse riprendendo una scena truce. La verità è che abbiamo creato un altro caso in un momento in cui non se ne sentiva il bisogno".
Che partita ti attendi in Bosnia?
"Mi immagino una partita molto intensa, in una località fredda e piovosa. L'ambiente però sarà caldo e bisognerà vedere come saranno dislocati questi ottomila spettatori. Di certo è incredibile come il nostro movimento debba finire per avere paura di tutti, come accaduto contro Svizzera, Macedonia del Nord o Svezia. Siamo veramente ridotti a questo stato? Quando abbiamo vinto il quarto Mondiale eravamo fra le nazionali più forti del mondo, mentre ora la situazione è questa".
Intanto Tudor finisce fatto fuori anche al Tottenham. Cosa si può dire ai tifosi della Juventus che ancora la rimpiangevano fino a poco tempo fa?
"Io ho grande vicinanza per l'uomo Tudor, anche se i limiti come tecnico sono visibili. L'allenatore deve avere tante sfaccettature; deve essere psicologo, comunicatore ed esperto di calcio. Avere tutte queste caratteristiche ad oggi è difficile e penso che siano pochi a possederle tutte. Uno di questi è Spalletti e la fortuna della Juventus è aver trovato un allenatore come lui".
