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L'ex difensore Valerio Bertotto, oggi allenatore, ha così parlato a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio, iniziando nelle sue riflessioni dal Milan: "C'è un'identità e anche forte, un gioco moderno e offensivo fatto di ampiezza, profondità, spazi, della ricerca di qualità: è l'impronta data dall'allenatore nei suoi anni al Milan. Hanno avuto tante difficoltà sia tra i titolari che nelle alternative, se sono lì è perché società e mister hanno fatto un lavoro bellissimo, portando i ragazzi all'esaltazione totale". Che bilancio darebbe sulla stagione di Inzaghi all'Inter? "Si è trovato una squadra rodata, alla quale era stata inculcata una filosofia e un'impronta ben precisa, quella di primeggiare e vincere, di conquistare. Sta facendo cose egregie, coinvolgendo una squadra in maniera totale. Mi complimento". La svolta è stata la vittoria con la Juventus? "Riuscire a dare una botta in una partita così, anche in termini di rivalità, è importante e ti dà slancio per proseguire nel cammino. Per arrivare al vertice dovevano battere la Juve". Cos'è successo al Napoli? "Hanno grandissimi giocatori e sono guidati da un bravissimo tecnico, strano vedere questo stato di rilassamento. Un peccato perché aveva tutti i numeri per rimanere attaccato alle prime due e vincere il titolo. La batosta di Empoli è sintomatica di un aspetto mentale venuto meno nel momento topico". Manca il DNA vincente? "Qualcosa da migliorare c'è, competere per un campionato tosto come la Serie A non è facile e tutte le componenti devono girare a mille. Se qualcosa viene meno, rimani corto". Nicola è una garanzia per chi vuole salvarsi? "Quando noi allenatori veniamo chiamati in corsa cerchiamo di fare tutto per invertire la rotta, ci vuole tanta consapevolezza anche da parte dei calciatori. Gli attori primari sono loro. La Salernitana è tornata pienamente in gioco per salvarsi, quando fino a tre domeniche fa tutti la davamo per spacciata". La Sampdoria rischia di retrocedere? "Un derby è sempre un'incognita, questo tipo di sfida può creare anche un'alternanza di situazioni in cui da una pseudo-tranquillità ti ritrovi invischiato. E lì recuperare diventa difficile: le giornate sono poche e, con prestazioni non adeguate, è delicato". Che voto alla stagione di Italiano? "Gli darei 8, è capace e ha un'idea di gioco: è arrivato a Firenze con determinazione, ha fatto vedere un gran calcio e la sua stagione, comunque vada, è positiva".
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